#2 How to become an exchange student (pt.1)

Hi guys! In questo post mi piacerebbe descrivervi il percorso da fare per diventare un exchange student…

Per prima cosa bisogna scegliere un’agenzia con cui partire, io personalmente ho scelto la WEP che dal principio mi è sembrata affidabile ma la sicurezza più grande che mi ha dato è quella di poter scegliere lo Stato in cui andare. Io infatti volevo andare solamente negli Stati Uniti e la WEP, dopo avermi presa, mi avrebbe dato la certezza di andare lì! Con altre organizzazioni invece potrebbe anche capitare di non essere mandati nella nazione richiesta bensì in un’altra indicata ugualmente da te, ma come altra opzione! Tornando alla WEP, esistono due programmi: l’exchange program e l’exchange plus, la differenza frai i due a parte il costo è che con il plus si può scegliere lo stato degli usa e molte volte anche la scuola, la famiglia che ti ospita però è pagata, al contrario dell’exchange program. Io ritengo che una famiglia non pagata, che ti offre vitto e alloggio, sia veramente desiderosa di ospitarti proprio perchè non riceve nessun compenso economico ed io ho preferito l’exchange program.

Step One: Il colloquio informativo
Una volta presa la mia decisione di partire e scelta l’organizzazione, ho inviato la richiesta di colloquio online, il tre agosto. La WEP non si è fatta sentire fino a metà settembre quando ho ricevuto una chiamata dalla coordinatrice locale, il giorno sedici, dicendomi che voleva che ci incontrassimo per parlare. Così sei giorni dopo con la mia famiglia siamo andati da lei, e mi ha dato qualche informazione sul programma, a dire la verità sapevo già tutte le cose che mi ha detto, grazie a tutti i blog dei weppini!!! Poi ai miei genitori sono anche stati dati alcuni moduli da compilare a casa, in cui chiedevano di descrivermi con cinque aggettivi positivi, cinque negativi e di scrivere cosa potrebbe essere difficile nel mio soggiorno e cosa potrebbe essere più facile e secondo quali caratteristiche del mio carattere pensavano ciò, chi aveva avuto l’dea del soggiorno all’estero, e quali sono stati gli eventi per me più significativi negli ultimi tre anni, uno positivo e uno negativo. Quando stavo tornando a casa in macchina, ero ancora più convinta di volerlo fare, nonostante mi avessero detto che all’inizio si incontrano tante difficoltà, che potrebbe non essere tutto come ci si aspetta, che all’inizio con la lingua è difficile, che studiare su libri di testo inglesi ha creato qualche problema ad alcuni ragazzi che hanno preso anche qualche insufficienza all’inizio, che si potrebbero avere problemi con la host-family e che può tardare ad arrivare (capita anche che arrivi il giorno prima della partenza, o che nessuno ti scelga e tu vada in una welcome-family, che sarebbe una famiglia provvisoria). Ma se tutto questo per voi ha un’importanza relativa, e sapete che nonostante i primi mesi questa esperienza vale la pena di essere vissuta… bhè che aspettate a partire?

Step Two: Il colloquio in lingua e il test di inglese
Il giorno dopo del colloquio informativo ho ricevuto un’altra telefonata dalla coordinatrice in cui mi ha detto che avrei avuto il test di inglese due giorni dopo. Ora provate a immaginare il panico che mi è preso. Dovevo ancora studiare mezzo libro di grammatica e qualche centinaia di parole che non conoscevo, nell’evenienza.. e quanto tempo avevo per tutto ciò? Facciamo un breve calcolo. Questa telefonata l’ho ricevuta di martedì alle diciannove, giovedì alle diciassette avrei avuto il test, ah si quindi SOLO mercoledì per preparami. Are you fooling me around???!!! Mamma, santa donna, mi ha visto sbiancare e ha detto che quel giorno non potevo, così mi ha dato un’altra data ovvero il giovedì successivo, giorno due ottobre. Dopo aver studiato come una pazza per un test che alla fine si è rivelato pressoché banale, è arrivata quella fatidica data. Il colloquio in lingua è stata la cosa più stupida. Io ho fatto altre prove orali di inglese per il Trinity e per un test di Cambridge e mi aspettavo un livello di difficoltà maggiore di quello che è stato effettivamente, detto in breve mi ha fatto leggere un foglio in cui c’erano alcune domande in inglese (ovviamente) e a cui dovevo rispondere oralmente e poi scrivere la risposta. Per quanto riguarda il test, è cambiato, non è più lo SLEP bensì l’ELTIS, di difficoltà leggermente superiore al suo precedente ma più corto, vi assicuro che è fattibile! E’ composto dal Listening e dal Reading. Nel Listening ci sono alcune domande di matematica, e delle immagini in cui devi scegliere quale frase le descrive meglio. Se andate alla sede della WEP vi danno un’ iPod e avete la possibilità di risentire l’audio quante volte volete, io che sono sfigata sono andata all’ufficio della coordinatrice e le tracce audio le ha messe lei al computer e le ho potuto ascoltare solo una volta. Il Reading è composto da alcune domande generali e molto semplici, e dalla lettura di tre brani a cui poi bisogna rispondere a varie domande relativi ad essi. Entrambe le parti sono a crocette e ciò facilita molto! Tra l’altro se volete avere un’dea di com’è il test potete cliccare qui dove c’è un’esempio. In quello stesso giorno ho compilato alcune schede, cito in particolare la scheda dei trecento aggettivi… se devo essere sincera erano così tanti che di alcuni nemmeno sapevo bene il significato ahahah ed erano tutti in italiano, quindi immaginate un po’ voi. Altri aggettivi erano leggermente discutibili come per esempio ‘sessualmente attraente’, e dicendovi questo, ho detto tutto! Un’altra scheda era relativa al tipo di famiglia in cui preferirei andare e c’erano varie tipologie a cui bisognava segnare ‘I prefer’, ‘I do not mind’, ‘I prefer not but I can adapt’, ‘I prefer not’, le tipologie erano: famiglia composta da un single, famiglia con single e bambini piccoli, famiglia con single e teenagers, famiglia compsta da due persone, famiglia con due persone e bambini piccoli, famiglia con due persone e teenagers, famiglia over 60, famiglia di lesbiche/gay, famiglia con fumatore che fuma dentro casa, famiglia con fumatore che fuma fuori di casa, famiglia vegetariana/vegana, famiglia che vive in una zona rurale, famiglia che vive in un centro medio, famiglia che vive in un centro più grande. E’ preferibile mettere meno ‘I prefer not’ possibili anche se con tutta sincerità io ne ho messi alcuni perchè ad esempio non riuscirei mai a stare con qualcuno che fuma in casa o che non mangia carne.

Bene, questo post sta diventando lunghisssssssimo, quindi nel prossimo vi parlerò del colloquio psicologico e di come ho ricevuto i risultati! Alla prossima!!!

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