#3 How to become an exchange student (pt.2)

Come già accennato, ecco la continuazione del post precedente!

Step three: Il colloquio psicologico
Dopo la fine del test di inglese, papà, che era stato cacciato perchè non poteva rimanere, è venuto a prendermi dicendomi che aveva appena ricevuto una mail della WEP in cui comunicavano che il colloquio psicologico si sarebbe tenuto via Skype il giorno seguente. E questo credetemi è stato un altro shock! Venerdì due ottobre, ore diciotto e trenta, io, il computer e la psicologa. Ah, come dimenticare, vi ricordate quei moduli in cui i miei genitori dovevano descrivemi, ricevuti al colloquio informativo? (se non sapete di cosa parlo leggete la parte uno). Ecco, si, quei benedettissimi moduli. Alle diciassette e trenta la WEP mi ha chiamato dicendomi che la coordinatrice locale aveva sbagliato a darmeli, perchè erano quelli vecchi e dovevo compilare quelli giusti. Sono seguiti momenti in cui ho seriamente pensato che il mio cuore dovesse cedere. Mancava un’ora al colloquio, dovevo far ricompilare i moduli e tra l’altro questi necessitavano della firma di mio padre che era a lavoro e non sarebbe tornato prima delle ventuno. Ho chiamato subito la coordinatrice che mi ha detto di spedirglieli via mail perchè se ne sarebbe occupata lei, glieli ho spediti e non si è fatta senitre fino a quando alle diciotto e quindici l’ho richiamata io e mi ha detto di non averli ricevuti. Passato l’infarto momentaneo ho accenso il computer e la psicologa era in linea. Due minuti dopo mi ha scritto presentandosi e dicendomi che a breve avrebbe avviato la videochiamata, con la santa pazienza le ho spiegato in breve cosa era successo ai miei moduli e mi ha detto di non preoccuparmi (TROPPO TARDI). Ha avviato la videochiamata e ha iniziato a farmi domande del tipo: come sono arrivata alla WEP, perchè voglio fare questa esperienza, cosa penso di portarmi a casa dopo mesi all’estero, cosa avevano detto i miei familiari ed i miei amici a proposito del mio desiderio, cosa faccio nel tempo libero, come si svolge una mia giornata tipo, se mi piace la scuola che faccio, quali sono le aspettative, quali difficoltà penso che dovrò affrontare e poi mi ha tartassato di domande sull’aspetto fisico. Mi ha chiesto che valore ha per me l’aspetto esteriore, quanto spesso mi peso, il mio rapporto peso-altezza, se ho mai saltato dei pasti, cosa cambierei del mio aspetto, come la prenderei se ingrassassi di dieci chili come (sue parole) è già successo a molti altri… tutto ciò perchè è capitato di mandare ragazze con problemi alimentari tipo anoressia o bulimia, che sono peggiorate stando lontano da casa e che sono state rispedite in Italia. Terminato il colloquio, durato circa un’oretta, mi sentivo completamente senza speranze. Se il giorno prima la mia tranquillità era aumentata e pensavo di avere buone possibiltà di aver passato il test, alle ore venti mi sentivo completamente abbattua e sicura di non essere passata… la psicologa aveva fatto di tutto per farmi contraddire, facendomi più volte alcune domande, per esempio mi ha chiesto tre volte:’pensi che una volta che sei lì tornerai a casa tua nel mezzo del programma?’ NO,NO,NO. Fattelo entrare nel cervello volevo dirle, la mia risposta è NO. In sostanza quel pomeriggio mi sentivo completamente esaurita. Non avevo la più pallida idea di come essere andata, e anzi, pensavo piuttosto male. In alcuni momenti mi sembrava quasi che con un minimo cenno della testa acconsentisse a quel che stavo dicendo, altre volte mi sembrava che mi guardasse male… Per darvi qualche consiglio, mostratevi sicuri di voi stessi e se vi fa la stessa domanda più volte rispondete allo stesso modo, alcune domande vi sembreranno irreali, ma sono fatte a posta per vedere il modo in cui rispondete e la vostra reazione!

Nei giorni successivi non ho fatto altro che controllare le mail, per vedere se mi avessero inviato quella di accettazione al programma, ma niente. Poi, il sette ottobre, mentre dormivo febbriciante a letto, papà dal lavoro controlla le mail verso le sedici. E cosa legge?

“CONGRATULATIONS! Sei stato accettato nel programma WEP! In allegato ti inviamo tutti i dettagli e primi passi da compilare in preparazione alla tua partenza”

 

Quindi ha chiamato mia madre dicendole di voler parlare con me, ma io ovviamente, che non dormo mai il pomeriggio, proprio quel giorno I was sleeping like a log. Alle diciotto mi sono svegliata, in casa non ho trovato nessuno, vedo i messaggi su whatsapp e ne trovo uno di mamma in cui mi dice di essere stata presa!!!!! Con trentotto e mezzo di febbre e i giramenti di testa, mi sono alzata dal letto, e ho fatti salti (e pianti) di gioia. Ora non pensate che io sia sempre così sclerata, ma provate a immedisimarvi in me, dopo un intero pomeriggio di vessazioni, dopo aver controllato mille volte le mail, ricevo la notizia che tanto aspettavo!!!! Fortunamente come ho già detto ero sola in casa, altrimenti penso che i miei al posto di mandarmi in America, mi avrebbero spedito ad una casa di cura. Adesso sto procedendo con il completamento del WEP Book, di cui vi racconterò la prossima volta, a presto!

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