Throwback

Sono passati mesi, ma il giorno della partenza rimarrà sempre ben impresso nella mia mente. Questi i  pensieri che la occupavano:

09.08.15 – A pochi minuti dall’imbarco
Penso di aver passato le ore a fantasticare su questo momento mentre nei noiosi pomeriggi invernali traducevo versioni di greco o risolvevo espressioni di matematica.
E ora invece sono qui: in una mano il biglietto aereo, nell’altra la mia valigia.

In pochi potranno capire come mi sento in questo momento, in pochi potranno capire cosa si prova a lasciare casa a sedici anni e senitirsi per la prima volta soli di fronte ad un mondo ancora inesplorato. Sto lasciando alle spalle una vita che mi è appartenuta fino ad ora, la mia famiglia, i miei amici, la mia casa… e sto andando verso quell’ignoto che per me si chiama Texas, lì, dove una meravigliosa famiglia ha aperto le porte della loro casa per permettermi di vivere il mio sogno. Non so nulla di ciò che mi aspetta, non ho idea di come sarà la mia nuova vita a dieci mila chilometri da qui e posso solo immaginare le difficoltà che affronterò; da domani tutto sarà diverso, nuovi volti, nuovi luoghi, nuove abitudini. Ma per quanto l’ignoto mi faccia paura sento che questa è una cosa che devo fare per me stessa, per diventare la persona che voglio essere e sono disposta a lasciare il certo per l’incerto “solo” per inseguire il mio sogno, “solo” per costruire il mio futuro.

Non mi aspetto l’appoggio di tutti, perché non tutti comprendono la mia scelta, ma si sceglie per proseguire non per essere compresi. Capiranno quelli come me, che non si accontentano di vivere nella pigrizia del quotidiano ma vogliono andare oltre, perché l’uomo ha bisogno di migliorarsi, di imparare cose nuove, viaggiare e scoprire e io voglio provare il sapore della scoperta e perché no, anche quello della sconfitta. Il mondo è come un libro, spesso troppo difficile da leggere e quindi accantonato facilmente. Io ho deciso di affrontarlo e di leggere il maggior numero di pagine possibili, e chi non viaggia, chi non sperimenta, chi non si mette in gioco non avrà mai letto niente. Mi chiedo come possa essere cupa la vita di chi non ha la curiosità di scoprire le bellezze del mondo, di chi non vuole addentrarsi in nuovi oceani perchè teme di perdere di vista la spiaggia. Molte persone sono intrappolate nella loro comoda esistenza, giocano sul sicuro perché hanno paura di dire sì a qualcosa di più grande.

Se oggi io quel sì sono riuscita a dirlo è solamente grazie ai miei genitori ed a tutta la mia famiglia, anche per loro sarà difficile… e li apprezzo proprio per questo. Perché hanno avuto il coraggio di lasciarmi andare pur volendo in cuor loro che restassi, e ho imparato che non è forte chi trattiene, chi stringe la morsa, è davvero forte chi capisce quand’è il momento di mollare.
A presto Italia

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